Guida di Lecce

Audioguida di Lecce

I segreti, la storia e le meraviglie della città barocca, selezionati e raccontati in esclusiva per gli ospiti di Attico Barocco.

Anfiteatro Romano

Sepolto per secoli sotto le fondamenta della città, questo colossale stadio romano fu scoperto per caso all'inizio del '900. Risalente all'età augustea, poteva ospitare fino a 25.000 spettatori per i celebri combattimenti tra gladiatori.

Anfiteatro Romano

Immaginate di fare un salto indietro nel tempo di duemila anni. Davanti a voi si apre l’Anfiteatro Romano, la testimonianza più imponente dell'antica Lupiae, il nome romano di Lecce. Questa colossale struttura fu costruita nel primo secolo dopo Cristo, in piena età augustea, e poteva ospitare fino a venticinquemila spettatori che accorrevano qui per assistere ai ludi gladiatorii, i violenti combattimenti tra gladiatori e belve feroci.

Osservate la sua forma ellittica e, soprattutto, notate come sia visibile solo a metà. Il resto dell'anfiteatro riposa ancora lì sotto, sepolto per sempre sotto i palazzi storici e la pavimentazione di Piazza Sant’Oronzo. Per secoli, infatti, i leccesi hanno camminato in questa piazza senza avere la minima idea di cosa ci fosse sotto i loro piedi. La struttura fu scoperta solo per caso all'inizio del Novecento, durante i lavori di scavo per la costruzione del palazzo della Banca d'Italia che vedete alle spalle dell'arena.

Oggi, questo frammento di storia romana crea un contrasto architettonico unico al mondo, incastonato com'è tra le facciate barocche e i palazzi del secolo scorso. Avvicinatevi alla ringhiera e guardate in basso: i pilastri in tufo e i corridoi sotterranei sembrano ancora riecheggiare del ruggito delle belve e delle grida della folla.

Arco di Prato

Uno degli scorci più suggestivi e fotografati dei vicoli leccesi. Questo arco di origine cinquecentesca collegava originariamente i palazzi della nobile famiglia Prato, creando un affascinante passaggio coperto d'altri tempi.

Arco di Prato

Infilatevi nei vicoli più stretti e silenziosi della città vecchia fino a trovarvi davanti all'Arco di Prato, uno degli angoli più intimi, poetici e fotografati di tutta Lecce. Alzate lo sguardo: questo splendido arco cinquecentesco non nasce come un monumento celebrativo, ma como un elemento architettonico privato.

Fu costruito per collegare tra loro i palazzi signorili della noble famiglia Prato, creando un passaggio coperto sospeso che permetteva ai membri della famiglia di spostarsi da un edificio all'altro senza dover scendere in strada. Osservate la pietra, segnata dal tempo, e la volta a botte che crea una suggestiva galleria d'ombra.

Questo luogo è uno straordinario esempio di come l'architettura leccese sapesse fondere l'utilità pratica con un'eleganza estetica senza sforzo. Fermatevi un istante sotto l'arco e guardatevi intorno: l'assenza di negozi moderni, il silenzio dei vicoli e la luce che si riflette sulle pareti di pietra dorata vi faranno sentire come se aveste attraversato un portale temporale, catapultandovi direttamente nel cuore del Rinascimento salentino.

Ascensore Campanile del Duomo

Costruito dall'architetto Giuseppe Zimbalo, il campanile si erge per 72 metri. Grazie al moderno ascensore panoramico, è possibile salire fino alla sommità per godere di una vista a 360 gradi che abbraccia i tetti storici fino al Mar Adriatico.

Ascensore Campanile del Duomo

Alzate lo sguardo verso l'alto. Davanti a voi si staglia il Campanile del Duomo, una torre maestosa che svetta nel cielo di Lecce per ben settantadue metri. Fu costruito nella seconda metà del Seicento dal geniale Giuseppe Zimbalo, lo stesso architetto che ha firmato i più grandi capolavori della città. La torre è divisa in cinque piani che si restringono man mano che si sale verso la cupola ottagonale in cima.

Ma la vera sorpresa si nasconde all'interno: un modernissimo ascensore panoramico in vetro che permette di salire fino al terzo livello della torre in pochi secondi, senza fare nemmeno un gradino. È un'esperienza imperdibile.

Una volta arrivati in cima, affacciandovi dalle balconate di pietra, vi troverete sospesi sopra il Barocco. Da quassù la vista è semplicemente straordinaria: potrete ammirare l'intricato labirinto di vicoli del centro storico, le terrazze nascoste, e spingere lo sguardo fino alla costa adriatica. Nei giorni più limpidi, l'orizzonte si allarga così tanto da mostrare in lontananza i profili delle montagne dell'Albania. Vi consiglio di salire al tramonto, quando la pietra leccese si tinge di un arancione caldissimo e la città sembra accendersi d'oro.

Basilica del Rosario

Conosciuta anche come San Giovanni Battista, è l'ultimo capolavoro dell'architetto Giuseppe Zimbalo. La sua maestosa facciata è unica, arricchita da statue su scenografiche balaustre e colonne scolpite a spirale ricche di dettagli.

Basilica del Rosario

Siete al cospetto della Basilica del Rosario, conosciuta anche come Chiesa di San Giovanni Battista. Questo maestoso tempio rappresenta il canto del cigno del Barocco leccese. Fu costruita a partire dal 1691 ed è l’ultimo, grandioso capolavoro del geniale architetto Giuseppe Zimbalo, che morì novantenne durante i lavori e che ha voluto essere sepolto proprio all'interno di questa chiesa.

Avvicinatevi e osservate la facciata: è un'autentica esplosione teatrale di dettagli. Notate le enormi colonne a spirale, o tortili, ricoperte da sculture di uccelli, frutti e fiori, e la balaustra superiore decorata con grandi statue. Al centro domina lo stemma dei domenicani.

Una curiosità architettonica: la pianta interna della chiesa è a croce greca ma talmente allungata da sembrare quasi a croce latina, sormontata da una grandiosa ed enorme cupola in pietra leccese, una delle pochissime visibili nello skyline della città. All'interno, non perdetevi il pulpito: è l'unico di tutta Lecce a essere stato interamente scolpito nella pietra anziché nel legno, decorato con una ricchezza di bassorilievi che vi lascerà senza parole.

Basilica di Santa Croce

Il manifesto assoluto del Barocco leccese, che si affaccia davanti alla nostra struttura. Una facciata ricamata nella tenera pietra locale, con allegorie, animali fantastici, telamoni e un meraviglioso rosone centrale.

Basilica di Santa Croce

Benvenuti davanti alla Basilica di Santa Croce, il cuore pulsante del Barocco leccese e la meraviglia che saluta ogni giorno gli ospiti dell'Attico Barocco. Fermatevi un istante e lasciate che i vostri occhi si abituino alla straordinaria ricchezza di questa facciata, scolpita nella tenera pietra leccese, una roccia così morbida da essere lavorata quasi come un merletto.

Guardate la parte inferiore, cinquecentesca, più sobria e rigorosa. Ora, spingete lo sguardo verso l'alto, dove si apre il trionfo barocco firmato da Cesare Penna e Giuseppe Zimbalo. Notate quella fila di figure umane e animali che sorreggono la balconata? Sono i telamoni: draghi, leoni, grifoni e prigionieri turchi catturati nella storica battaglia di Lepanto. Rappresentano il mondo profano schiacciato dal potere della fede.

Subito sopra, domina la scena il maestoso rosone centrale, un cerchio perfetto circondato da ghirlande di fiori e frutti. Un piccolo segreto: tra i mille dettagli di questo ricamo di pietra, gli scalpellini dell'epoca hanno nascosto i loro stessi volti e persino un profilo che si dice ritragga lo stesso architetto Zimbalo. Questa basilica è un teatro a cielo aperto che cambia colore a ogni ora del giorno, accendendosi di un oro caldo al tramonto. Quando siete pronti, entrate all'interno: vi aspetta un soffitto a cassettoni in legno dorato che vi lascerà senza fiato.

Castello Carlo V

Voluto dall'Imperatore asburgico nel 1539 per difendere la città dalle invasioni ottomane. Questa possente fortezza ha inglobato una precedente struttura normanna. Oggi i suoi sotterranei e saloni ospitano mostre d'arte.

Castello Carlo V

Davanti a voi si erge la possente mole del Castello Carlo Quinto, una delle fortezze militari più grandi e importanti di tutta la Puglia. L'edificio, così come lo vedete oggi, fu voluto dall'imperatore asburgico Carlo Quinto nel 1539. A quel tempo, la Terra d'Otranto era costantemente minacciata dalle incursioni della flotta ottomana, e Lecce aveva bisogno di una difesa impenetrabile. L'imperatore incaricò del progetto Gian Giacomo dell'Acaya, il più grande ingegnere militare dell'epoca.

Dell'Acaya non costruì il castello da zero, ma inglobò e fortificò una precedente struttura di epoca normanna, voluta dal re Tancredi. Osservate la struttura esterna: le mura sono spesse e i bastioni hanno una forma a punta di lancia, progettata specificamente per deviare i colpi dei primi cannoni a polvere da sparo. Originariamente, il castello era circondato da un profondo fossato d'acqua, oggi riempito.

Ed ecco una leggenda affascinante legata a questo luogo: si racconta che nel Trecento, sotto la famiglia d'Enghien, nel fossato venisse custodito un vero leone vivo. L'animale non serviva solo a scoraggiare i ladri, ma era un simbolo di potere per impressionare e spaventare gli ambasciatori stranieri. Oggi il castello ha perso la sua funzione militare e le suas sale ospitano mostre, eventi e il suggestivo Museo della Cartapesta.

Chiesa del Gesù

Eretta dai Gesuiti, si presenta all'esterno con linee architettoniche severe. All'interno, tuttavia, esplode la massima espressione del Barocco con altari monumentali in pietra leccese di incalcolabile valore.

Chiesa del Gesù

Fermatevi davanti alla Chiesa del Gesù, nota anche come Chiesa della Madonna del Buon Consiglio. A prima vista, la sua facciata potrebbe sembrarvi quasi severa, rigida e austera se paragonata agli altri eccessi barocchi della città. Fu costruita alla fine del Cinquecento dai Gesuiti, seguendo le rigide linee della Controriforma che imponevano sobrietà all'esterno delle chiese.

Ma ecco il grande segreto di questo tempio: l'apparenza inganna. Varcando il portone d'ingresso, vi troverete immersi in uno sfarzo decorativo mozzafiato. L'interno, a navata unica, è un trionfo barocco assoluto. Spingete lo sguardo verso l'altare maggiore: è una gigantesca opera d'arte interamente scolpita nella pietra leccese che incornicia splendide tele dell'epoca.

Alzate gli occhi verso il soffitto per ammirare lo spettacolare rivestimento in legno a cassettoni che custodisce preziosi dipinti settecenteschi. Questa chiesa non era solo un luogo di preghiera, ma una potente macchina visiva progettata dai Gesuiti per stupire, emozionare e commuovere il fedele attraverso la bellezza assoluta dell'arte sacra.

Chiesa di San Matteo

A differenza del classico barocco locale, sfoggia uno stile architettonico tipicamente romano e borrominiano. La facciata gioca sull'alternanza tra la sezione inferiore convessa e quella concava.

Chiesa di San Matteo

Fermatevi ad ammirare la Chiesa di San Matteo, un capolavoro unico nel panorama leccese. Se osservate la facciata, notate subito qualcosa di insolito: non segue le linee rette del barocco locale, ma gioca con curve sinuose. La parte inferiore è convessa, cioè sporge verso di voi, mentre la parte superiore è concava, rientrando verso l'interno. Questo straordinario effetto dinamico si ispira chiaramente allo stile romano di Francesco Borromini, rendendo San Matteo una perla architettonica isolata a Lecce.

Fu progettata nella seconda metà del Seicento dall'architetto Achille Larducci. Guardate l'ordine inferiore: è ricoperto da un motivo a squame di pesce che cattura la luce in modo spettacolare. Un piccolo segreto si nasconde all'interno: l'altare maggiore custodisce una splendida statua lignea di San Matteo, e lungo la navata potrete contare le dodici statue degli apostoli, scolpite con un realismo impressionante. Questa chiesa non è solo un luogo di culto, ma un esercizio di alta geometria che sfida le ombre dei vicoli circostanti.

Chiesa di Sant'Angelo

Affacciata su Piazzetta Addolorata, è celebre perché la sua facciata superiore è rimasta priva del rivestimento finale, creando il mito della chiesa "incompiuta". Al suo interno racchiude ricchi altari.

Chiesa di Sant'Angelo

Benvenuti in Piazzetta Addolorata, di fronte alla Chiesa di Sant'Angelo, nota anche come Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli. Guardando la facciata, balza subito all'occhio un dettaglio macroscopico: il monumento sembra diviso a metà. La parte inferiore è ricca di colonne, nicchie e decorazioni barocche, mentre la parte superiore è completamente spoglia, priva del rivestimento finale in pietra leccese. Questo ha alimentato per secoli il mito della chiesa 'incompiuta'.

Fu costruita a partire dal 1663 su disegno del grande Giuseppe Zimbalo. Nonostante l'esterno interrotto, l'interno a navata unica è uno scrigno di sfarzo barocco. Spingete lo sguardo verso i lati: la chiesa ospita alcuni degli altari laterali più imponenti, ricchi e complessi di tutta Lecce, veri e propri monumenti dentro al monumento.

Un piccolo aneddoto: la chiesa era il punto di riferimento della confraternita dell'Addolorata, e camminando tra le sue cappelle respirerete un'atmosfera devozionale intima, raccolta e suggestiva, lontana dai circuiti turistici più affollati.

Chiesa di Sant'Anna

Fondata alla fine del '600 e destinata alle fanciulle aristocratiche, si distingue per la sua linearità elegante. È incastonata in una piazzetta dal fascino senza tempo, al riparo dalla confusione.

Chiesa di Sant'Anna

Benvenuti davanti alla Chiesa di Sant'Anna, un gioiello di grazia e armonia incastonato in una delle piazzette più tranquille, silenziose e aristocratiche della città. Fu fondata nel 1680 per volere del nobile leccese Bernardino Verardi, che volle donarla alle fanciulle della nobiltà locale affinché avessero un luogo di ritiro spirituale. La facciata, elegante e slanciata, porta la firma del celebre architetto Emanuele Manieri e si distingue per un Barocco raffinato, fatto di linee pulite che giocano dolcemente con la luce del sole.

Accanto alla chiesa sorge l'edificio dell'Ex Conservatorio, che un tempo accoglieva le giovani aristocratiche. Ed è proprio qui che si nasconde il segreto più bello di questo angolo di Lecce: se il portone del conservatorio è aperto, affacciatevi all'interno del cortile. Davanti ai vostri occhi apparirà un gigantesco albero secolare di Ficus Macrophylla, le cui enormi radici aeree scendono dalle pareti di pietra barocca creando uno scenario naturale monumentale e suggestivo. È un luogo di pace assoluta, ideale per respirare la storia più intima e silenziosa di Lecce.

Chiesa di Sant'Irene

Dedicata all'antica patrona di Lecce, questa chiesa si impone lungo il corso pedonale con la sua grandiosa facciata in pietra dorata, sormontata dalla statua della Lupa e dall'albero di leccio.

Chiesa di Sant'Irene

Vi trovate davanti alla Chiesa di Sant'Irene, un imponente tempio che domina il corso pedonale che conduce verso Piazza del Duomo. Questa chiesa ha un valore simbolico enorme: fu costruita a partire dal 1691 dei padri Teatini ed è dedicata a Sant'Irene, che è stata la prima, storica patrona di Lecce prima dell'arrivo del culto di Sant'Oronzo.

Osservate la grandiosa facciata in pietra dorata, progettata dall'architetto teatino Francesco Grimaldi. Segue uno stile tardo-rinascimentale, solenne e rigoroso, che anticipa la magnificenza del Barocco. Guardate proprio sopra il grande portale d'ingresso: potrete ammirare una splendida scultura che raffigura la Lupa e l'albero di leccio, il simbolo araldico ufficiale della città di Lecce. Sulla sommità della facciata, invece, svetta la statua di Sant'Irene che protegge i passanti.

Varcando la soglia, l'interno vi accoglierà con una vastissima navata unica fiancheggiata da cappelle monumentali. Non perdetevi l'altare dedicato a San Gaetano: è uno dei più sontuosi di tutta la chiesa, decorato con una ricchezza di dettagli scultorei che testimoniano la profonda devozione dell'ordine.

Chiesa di Santa Chiara

Situata nell'omonima animatissima piazzetta, è nota per la splendida facciata smussata, ma soprattutto per il controsoffitto ligneo adornato da decorazioni in cartapesta leccese.

Chiesa di Santa Chiara

Siete di fronte alla Chiesa di Santa Chiara, un capolavoro di eleganza progettato alla fine del Seicento dall'architetto Giuseppe Cino. Dimenticate per un momento i tavolini e la confusione della piazza alle vostre spalle, e osservate la facciata: noterete subito che non ha spigoli vivi, ma un andamento dolcemente convesso e smussato, che le dona un senso di leggerezza e di movimento unico nel panorama cittadino.

Varcando il portone, vi accoglierà uno spazio intimo a pianta ottagonale, ricco di altari scolpiti che sembrano ricami di pietra. Ma il vero tesoro si svela guardando verso l'alto: lo spettacolare controsoffitto ligneo è interamente decorato da elementi in cartapesta leccese.

Questa tecnica nacque come 'arte povera' per simulare i costosi stucchi e i marmi, ma è diventata nei secoli il fiore all'occhiello dell'artigianato locale. Fermatevi ad ammirare questa illusione perfetta, un vero tributo alla maestria e all'ingegno degli artigiani salentini.

Chiesa S. Niccolò dei Greci

Un'eccezione culturale nel panorama cittadino: qui veniva storicamente officiato il rito bizantino greco-cattolico per accogliere la folta comunità mercantile greca residente a Lecce.

Chiesa S. Niccolò dei Greci

Fermatevi di fronte alla Chiesa di San Niccolò dei Greci, conosciuta anche semplicemente come la Chiesa Greca. Questo piccolo e intimo tempio rappresenta una straordinaria eccezione culturale e religiosa nel cuore di Lecce. Fu costruita nella seconda metà del Settecento dall'architetto Francesco Manieri per accogliere la folta e ricca comunità di mercanti greci e albanesi che si erano stabiliti in città per i loro affari.

La facciata esterna mostra linee tardo-barocche sobrie ed eleganti, perfettamente integrate nel tessuto cittadino. Ma il vero tesoro si svela entrando: questa è l'unica chiesa della città in cui si celebra ancora oggi il rito bizantino greco-cattolico.

Guardate verso l'altare: noterete subito l'iconostasi, la splendida parete divisoria in legno decorata con icone sacre dipinte secondo la più pura tradizione pittorica orientale, che separa lo spazio dei fedeli dal santuario. La Chiesa di San Niccolò è il simbolo tangibile di una Lecce accogliente e multiculturale, un ponte affascinante tra l'Occidente barocco e l'Oriente bizantino.

Convento degli Agostiniani

Un grandioso complesso monumentale restaurato magistralmente, dominato dalla Chiesa d'Ogni Bene. Il suo suggestivo chiostro colonnato è oggi un importante fulcro per manifestazioni d'eccellenza.

Convento degli Agostiniani

Benvenuti al Convento degli Agostiniani, un imponente complesso monumentale situato poco fuori dalle antiche mura, dominato dalla bellissima Chiesa di Santa Maria d’Ogni Bene. Questo luogo, fondato alla fine del Cinquecento, è stato per secoli un importante centro di spiritualità e cultura, prima di subire lunghi periodi di abbandono e una straordinaria rinascita.

Osservate la struttura sobria ma solenne: la pietra leccese qui non cede agli eccessi del Barocco, ma segue linee armoniose e rigorose. Il vero gioiello del complesso è il meraviglioso chiostro interno, un grande spazio porticato recentemente restaurato dove si respira un silenzio profondo e suggestivo.

Un aneddoto storico: dopo la soppressione degli ordini religiosi nell'Ottocento, la struttura cambiò radicalmente pelle, venendo utilizzata come caserma militare e persino come magazzino per il tabacco, un'attività che ha caratterizzato l'economia salentina per decenni. Oggi, grazie a un meticoloso restauro, il convento è stato restituito alla città come spazio culturale d'eccellenza, ospitando mostre d'arte, concerti e una ricca biblioteca. Fermatevi nel chiostro per un istante prima di proseguire, godendovi questa atmosfera sospesa nel tempo.

Convitto Palmieri

L'ex convento dei Francescani è diventato oggi uno dei cuori nevralgici dello studio e della cultura giovanile, ospitando la meravigliosa Biblioteca Provinciale "Nicola Bernardini".

Convitto Palmieri

Vi trovate di fronte al Convitto Palmieri, uno dei cuori pulsanti della cultura e dello studio leccese. Questo grandioso edificio sorge sull'antico monastero dei Frati Minori Conventuali, insediatisi in questo punto nel lontano Duecento. Osservate l'imponente facciata neoclassica ottocentesca, che nasconde un'anima monumentale molto più antica.

Entrando, rimarrete stupiti dall'eleganza del chiostro cinquecentesco, circondato da un doppio ordine di colonne e arricchito al centro da una splendida fontana barocca. Il Convitto ospita oggi la storica Biblioteca Provinciale 'Nicola Bernardini', un immenso patrimonio librario che custodisce testi rari e manoscritti di inestimabile valore.

Un segreto di questo luogo: camminando tra i portici del chiostro, noterete quasi sicuramente gruppi di giovani universitari che studiano, leggono o semplicemente si confrontano. Il Convitto non è un museo polveroso, ma uno spazio vivo dove l'energia della gioventù incontra la solennità della storia. Vi consiglio di dare un'occhiata alle sale di lettura interne: le imponenti volte a stella vi lasceranno senza fiato.

Ex Conservatorio Sant'Anna

Un luogo intimo dove il tempo si è fermato. Il suo cortile interno ospita un gigantesco albero secolare di Ficus Macrophylla, le cui immense radici creano un meraviglioso scenario naturale.

Ex Conservatorio Sant'Anna

Siete nel cuore dell'Ex Conservatorio di Sant'Anna, situato proprio accanto alla splendida chiesa omonima. Fondato nel 1679 per volere del noble leccese Bernardino Verardi, questo luogo nacque con uno scopo preciso e nobile: accogliere le donne dell'aristocrazia locale che sceglievano la vita di clausura o che avevano bisogno di un rifugio sicuro.

L'architettura porta la firma del geniale Emanuele Manieri, che seppe trasformare un luogo di reclusione in un trionfo di grazia barocca. Osservate lo scenografico cortile interno, caratterizzato da una bellissima scalinata a doppia rampa che sembra l'ingresso di un teatro. Ed è proprio qui che si trova il celebre 'miracolo verde' di Lecce: un immenso Ficus Macrophylla secolare, un albero monumentale le cui radici aeree pendono dalle pareti barocche e si intrecciano con la pietra dorata, creando un contrasto straordinario tra natura e architettura.

Un piccolo aneddoto: le monache che vivevano qui erano famose in tutta la città per la loro abilità nella preparazione di dolci tipici, una tradizione di laboriosità silenziosa che aleggia ancora tra queste mura. Prendetevi un minuto per assaporare il silenzio e la frescura di questo cortile unico.

Ex Convento dei Teatini

Annesso alla chiesa di Sant'Irene, questo antico monastero offre un maestoso cortile colonnato. A dicembre, ospita la tradizionale Fiera dei Pupi e la mostra del presepio artigianale leccese.

Ex Convento dei Teatini

Siete di fronte all'Ex Convento dei Teatini, un imponente palazzo monumentale che sorge accanto alla Chiesa di Sant'Irene, lungo il corso principale del centro storico. Costruito all'inizio del Seicento per ospitare i padri Teatini, questo complesso è stato per secoli uno dei centri religiosi e intellettuali più influenti di Lecce.

La sua struttura esterna mostra un'architettura rigorosa e solenne, in perfetta armonia con lo stile controriformista dell'epoca. Varcando la grande soglia d'ingresso, vi ritroverete all'interno di un maestoso chiostro quadrangolare, circondato da ampi portici con volte a stella che creano una bellissima alternanza di luci e ombre.

Un aneddoto imperdibile: ogni anno, durante il periodo natalizio, questo antico chiostro si trasforma nel cuore della tradizione leccese ospitando la storica 'Fiera dei Pupi'. Qui i maestri cartapestai e gli artigiani locali espongono le loro statuine fatte a mano per il presepe, un'arte raffinata che attira migliaia di visitatori da generazioni. Oggi il convento è uno spazio culturale vivo, aperto alla città, dove la solennità del passato accoglie mostre, eventi e mercati artigianali.

Mura Urbiche

Le antiche fortificazioni di epoca asburgica sono state magnificamente restaurate per restituire alla città il suo camminamento difensivo originario, svelando un fossato archeologico sotterraneo.

Mura Urbiche

Davanti a voi si estendono le Mura Urbiche, l'imponente sistema difensivo che per secoli ha protetto Lecce dalle minacce esterne, in particolare dalle temute incursioni della flotta ottomana. Questa massiccia cinta muraria fu edificata nella prima metà del Cinquecento per volere dell'imperatore Carlo Quinto, che ordinò di fortificare i confini del suo vasto impero.

L'ingegnere Gian Giacomo dell'Acaya progettò una fortezza moderna, capace di resistere ai colpi delle nuove armi da fuoco e dell'artiglieria pesante dell'epoca. Osservate la possente struttura in pietra, i bastioni angolari e il camminamento superiore, recentemente restaurato e restituito al pubblico.

Un aneddoto storico affascinante: per secoli queste mura sono rimaste completamente nascoste alla vista, inglobate e sepolte da costruzioni successive, terrapieni e vegetazione spontanea, tanto che i leccesi quasi ne avevano dimenticato l'esistenza. Grazie a uno straordinario lavoro di scavo archeologico e restauro, le Mura Urbiche sono tornate alla luce, svelando anche un fossato sotterraneo e gallerie militari segrete che vi faranno comprendere la complessa ingegneria difensiva del Rinascimento.

Museo Faggiano

Un luogo senza eguali nato per un colpo di fortuna: riparando un tubo in una casa privata, il proprietario ha scoperto sotto il pavimento oltre 2500 anni di stratificazioni messapiche, romane e templari.

Museo Faggiano

Benvenuti al Museo Faggiano, uno dei luoghi più incredibili e insoliti del centro storico, nato interamente per un magico colpo di fortuna. Nel 2001, il proprietario di questa normale casa privata, Luciano Faggiano, decise di rompere il pavimento per riparare un tubo di scarico della fogna che dava problemi di umidità. Quello che doveva essere un lavoretto di pochi giorni si è trasformato in uno scavo archeologico durato anni.

Sotto il pavimento, infatti, sono emersi oltre duemilacinquecento anni di storia stratificata di Lecce. Guardate in basso attraverso i pavimenti di vetro e scendete nei sotterranei: davanti ai vostri occhi appariranno tombe messapiche, cisterne romane, silos granari di epoca medievale e persino scritte e passaggi segreti lasciati dai Cavalieri Templari. Questa casa era stata in passato anche un convento di suore di clausura.

Il Museo Faggiano è la dimostrazione vivente di come ogni singolo metro quadro di Lecce custodisca tesori nascosti nel sottosuolo. È un'esperienza sotterranea pazzesca che lascia a bocca aperta soprattutto i viaggiatori stranieri, affascinati da questa macchina del tempo domestica.

Obelisco

Innalzato nel 1822 da uno scultore locale in onore di Ferdinando I di Borbone. Questa maestosa colonna, situata poco fuori Porta Napoli, è interamente decorata da bassorilievi distrettuali.

Obelisco

Vi trovate di fronte all'Obelisco di Lecce, un monumento slanciato ed elegante che sorge poco fuori Porta Napoli. Questa imponente colonna quadrangolare fu innalzata nel 1822 su progetto dello scultore locale Vito Carluccio. Lo scopo dell'opera era puramente celebrativo: omaggiare la visita a Lecce del re Ferdinando Primo di Borbone, sovrano delle Due Sicilie.

Avvicinatevi e osservate attentamente le quattro facciate: l'obelisco è un vero e proprio libro di storia scolpito nella pietra. È interamente decorato da una serie di bassorilievi che raffigurano armi, trofei e scudi, ma il dettaglio più affascinante si trova nelle scene che simboleggiano i diversi distretti della Terra d'Otranto, l'antica provincia pugliese di cui Lecce era la capitale.

Notate il delfino che azzanna la mezzaluna turca: è il simbolo araldico della città di Taranto, inserito per celebrare le storiche vittorie militari cristiane contro i pirati ottomani. L'Obelisco fungeva da solenne punto di benvenuto per i viaggiatori dell'Ottocento che arrivavano da nord, preparando lo sguardo alla grandiosità monumentale della vicina Porta Napoli.

Palazzo Carafa

Sede del Municipio di Lecce, nacque in origine come grandioso convento dell'ordine dei Paolotti. La sua possente struttura a bugnato si impone a pochi passi da Piazza Sant'Oronzo.

Palazzo Carafa

Davanti a voi sorge Palazzo Carafa, la sede storica del Municipio di Lecce, situata a pochi passi dalla vibrante Piazza Sant'Oronzo. Questo imponente palazzo monumentale nacque originariamente nella seconda metà del Cinquecento come vasto monastero per l'ordine dei Padri Paolotti.

L'edificio cambiò radicalmente funzione alla fine del Settecento, quando fu ristrutturato in stile tardo-barocco per volere del vescovo Alfonso Sozy Carafa, da cui prende il nome, per essere trasformato in un centro culturale e successivamente nel palazzo di città. Osservate l'elegante facciata esterna: è caratterizzata da una solida zoccolatura a bugnato al piano terra e da grandi finestre decorate al piano superiore che donano un senso di sobria istituzionalità.

All'interno, il palazzo custodisce uno splendido chiostro colonnato e maestose sale consiliari affrescate che raccontano la storia politica del Salento. Palazzo Carafa è il simbolo civile di Lecce, un luogo dove la solennità dell'antica architettura monastica accoglie ancora oggi la vita amministrativa.

Palazzo dei Celestini

Adiacente a Santa Croce, questo ex convento monumentale ospita oggi la Provincia e la Prefettura. L'infinita facciata barocca è ritmata da grandi finestre incorniciate da ricche sculture.

Palazzo dei Celestini

Vi trovate di fronte al Palazzo dei Celestini, una struttura monumentale che si estende accanto alla Basilica di Santa Croce, creando con essa un unico, immenso spettacolo di pietra. Questo palazzo è stato per tre secoli il convento dei padri Celestini, prima di diventare la sede della Provincia e della Prefettura.

Osservate la sua lunghissima facciata, progettata dagli architetti Giuseppe Zimbalo e Giuseppe Cino. Rispetto alla vicina basilica, qui il Barocco si fa più geometrico e ritmato, ma non meno spettacolare. Guardate le finestre del primo piano: ognuna è incorniciata da ricami di pietra unici, con putti, festoni di frutta e volti cherubini che sembrano osservarvi.

Un aneddoto storico: all'inizio dell'Ottocento, con l'arrivo di Gioacchino Murat, l'ordine dei monaci fu soppresso e i preziosi libri della loro biblioteca vennero requisiti; da quel momento, il convento si trasformò in un palazzo di governo. Se il portone centrale è aperto, entrate nel chiostro interno: troverete un cortile colonnato di straordinaria eleganza, dove il silenzio vi farà dimenticare per un attimo il rumore del centro cittadino.

Piazza Castromediano

Un importante snodo pedonale circondato da storici palazzi nobiliari, intitolato al celebre Duca Sigismondo. In questo incrocio l'antica nobiltà si mescola oggi alle storiche botteghe di cartapesta.

Piazza Castromediano

Vi trovate in Piazza Castromediano, un pittoresco e intimo slargo pedonale nel cuore del centro storico, intitolato al celebre Duca Sigismondo Castromediano, grande patriota, archeologo e figura di spicco del Risorgimento salentino. Questa piazza è un incrocio affascinante dove il passato nobiliare incontra l'artigianato locale vivo.

Guardatevi intorno: lo spazio è circondato da splendidi palazzi della nobiltà leccese, caratterizzati da balconi in ferro battuto e portali scolpiti che mostrano la tipica pietra dorata. Piazza Castromediano è storicamente nota per essere il punto di passaggio che collega le grandi arterie monumentali alle vie più intime e nascoste.

Oggi, camminando in questa piazza, respirerete un'atmosfera autentica, animata dalle storiche botteghe dei maestri cartapestai e dai laboratori di ceramica tipica salentina che si affacciano sulla strada. È il luogo ideale per fermarsi un istante, osservare il lavoro silenzioso degli artigiani e comprendere come la cultura tradizionale continui a vivere intatta all'ombra delle grandi architetture barocche.

Piazza del Duomo

Un capolavoro urbanistico raro: una "piazza chiusa" con un solo varco d'accesso. Entrando, si viene avvolti da una Cattedrale teatrale, dal Vescovado e dal sontuoso Palazzo del Seminario.

Piazza del Duomo

Benvenuti in Piazza del Duomo, uno dei pochissimi esempi al mondo di 'piazza chiusa'. Fermatevi un momento all'ingresso, dove si trovavano gli antichi propilei, e osservate la struttura: la piazza è circondata da edifici monumentali su tre lati e ha un solo varco d’accesso. In passato, di notte, le grandi porte venivano sbarrate, trasformando questo spazio in una fortezza inaccessibile.

Entrando, l’effetto è sbalorditivo: vi sembrerà di trovarvi all'interno di un maestoso palcoscenico teatrale a cielo aperto o nel cortile privato di una reggia. Questa piazza era il centro del potere religioso della città. Ora, guardate la facciata della Cattedrale che vi sta di fronte. Ecco il primo grande segreto di questo luogo: quella che state ammirando non è la vera facciata principale della chiesa, ma una finta facciata monumentale, costruita sul lato sinistro.

L'architetto Giuseppe Zimbalo la progettò deliberatamente così sfarzosa per evitare che il visitatore, entrando nella piazza, si trovasse davanti un muro spoglio e anonimo. La vera facciata, molto più sobria, si trova girando l'angolo a sinistra. Sulla piazza si affacciano anche l'Episcopio, il Palazzo del Seminario e, sulla destra, il maestoso Campanile alto settantadue metri. Vi consiglio di visitarla anche di sera: l'illuminazione notturna accende la pietra dorata, creando un'atmosfera di pura magia.

Piazza Mazzini

Costruita nel boom edilizio del Novecento, è il baricentro commerciale della città moderna. Vasta, vivace e ricca di boutique, presenta al centro un'imponente fontana artistica.

Piazza Mazzini

Benvenuti in Piazza Mazzini, il cuore pulsante e il baricentro commerciale della Lecce moderna. Lasciate per un attimo i vicoli stretti della città vecchia per immergervi in questa vastissima ed energica piazza, nata durante il boom edilizio e urbanistico del Novecento.

Dedicata al grande patriota Giuseppe Mazzini, la piazza rappresenta lo snodo nevralgico dello shopping cittadino, circondata da eleganti portici, boutique di moda, storici bar e uffici. Voltatevi verso il centro dello spazio: noterete la maestosa Fontana Monumentale, un'opera imponente caratterizzata da giochi d'acqua scenografici e sculture geometriche, che rappresenta da generazioni il principale punto di incontro per i residenti, specialmente durante i fine settimana e le festività.

Piazza Mazzini è il simbolo della Lecce contemporanea che cresce e si sviluppa fuori dalle mura antiche, mostrando un volto dinamico e cosmopolita che bilancia perfettamente la solennità storica del centro barocco.

Piazza Sant'Oronzo

Il salotto vibrante di Lecce, luogo d'incontro e cuore della città. È dominata dalla colonna del Santo Patrono e caratterizzata dal celebre mosaico pavimentale della Lupa su cui non si deve calpestare l'occhio.

Piazza Sant'Oronzo

Vi trovate in Piazza Sant’Oronzo, il salotto vibrante di Lecce, il luogo dove batte il cuore commerciale e sociale della città. Questa piazza è una vera e propria stratificazione di epoche storiche. Voltatevi verso il centro: noterete l'imponente colonna che sorregge la statua di Sant'Oronzo, alta ben ventinove metri.

La colonna ha una storia affascinante: fu costruita utilizzando i rocchi di una delle colonne romane di Brindisi, che segnavano la fine della Via Appia. I brindisini la donarono a Lecce come ringraziamento a Sant'Oronzo, invocato per far cessare la terribile epidemia di peste che flagellò la Puglia nel 1656. Accanto alla colonna sorge il Sedile, un elegante edificio rinascimentale a pianta quadrata che un tempo ospitava il municipio, affiancato dalla Chiesetta di San Marco, testimonianza del legame commerciale con la Repubblica di Venezia.

Ora, guardate per terra sotto i vostri piedi. Troverete un grande e splendido mosaico che raffigura la Lupa, lo stemma ufficiale di Lecce. Ed ecco la curiosità scaramantica del luogo: i leccesi veri, e in particolare gli studenti dell'Università del Salento, non calpestano mai l'occhio della lupa. Si dice che porti sfortuna e che, per gli studenti, significhi bocciatura assicurata al prossimo esame. Se volete mimetizzarvi con la gente del posto, girateci intorno.

Piazzetta Santa Chiara

Di giorno è una tranquilla cornice barocca, ma appena cala il sole diventa l'epicentro indiscusso della "movida" leccese, costellata di piccoli locali di culto brulicanti di turisti.

Piazzetta Santa Chiara

Benvenuti in Piazzetta Santa Chiara, uno dei luoghi più iconici, contrastanti e affascinanti dell'intera Lecce vecchia. Questo spazio urbano è la dimostrazione perfetta di come la storia antica e la vita contemporanea si fondano in un unico palcoscenico.

Di giorno, la piazzetta è un angolo di quiete barocca di straordinaria eleganza, dominata dal profilo smussato della splendida Chiesa di Santa Chiara e circondata da palazzi storici che riflettono la luce calda del sole sulla pietra leccese. Ma non appena il sole tramonta e si accendono le luci della sera, la piazzetta cambia completamente pelle: i tavolini all'aperto si riempiono, le luci dei pub e dei cocktail bar si accendono e lo spazio si trasforma nell'epicentro indiscusso della movida cittadina.

È qui che turisti, residenti e giovani universitari si incontrano per bere un drink, chiacchierare e ascoltare musica all'ombra delle grandi architetture seicentesche. Piazzetta Santa Chiara è un luogo unico che vi consigliamo di vivere in entrambi i suoi volti: silenziosa e poetica nelle ore pomeridiane, vibrante ed energica durante le notti estive leccesi.

Porta Napoli

Un vero e proprio arco di trionfo eretto nel 1548 dai cittadini per omaggiare l'imperatore Carlo V. Questa porta monumentale segnava il solenne ingresso alla città per chi arrivava da Napoli.

Porta Napoli

Siete fermi davanti a Porta Napoli, il più imponente e celebre varco d'accesso alla Lecce antica. Questa struttura non è una semplice porta difensiva, ma un vero e proprio Arco di Trionfo. Fu eretta nel 1548 per celebrare la figura dell'imperatore Carlo Quinto, che aveva fortificato la città.

Osservate la sua architettura classica: si ispira chiaramente agli archi della Roma imperiale, con grandi colonne corinzie e un frontone triangolare che domina la sommità. Al centro del frontone, potete notare lo stemma scolpito con l'aquila bicipite, il simbolo ufficiale dell'impero asburgico, circondato da armi e corazze romane.

Ma perché si chiama Porta Napoli? La risposta è geografica: da qui partiva l'antica strada consolare che collegava Lecce con Napoli, che all'epoca era la capitale del Regno. Una curiosità: la porta sorge sul sito dove un tempo si trovava la tomba di San Giusto, il santo che secondo la tradizione convertì Sant'Oronzo al cristianesimo. Giratevi ora verso l'esterno della città: a pochi metri da voi vedrete l'Obelisco, un monumento slanciato costruito secoli dopo per omaggiare il re Ferdinando Primo di Borbone.

Porta Rudiae

La porta più antica, rivolta verso la città distrutta di Rudiae. Sulla sua sommità troneggia la statua di Sant'Oronzo, accompagnata dai fondatori mitologici classici della città.

Porta Rudiae

Davanti a voi si apre Porta Rudiae, la più antica delle porte di Lecce e la più ricca di storie e leggende. Guardatela bene: quella che vedete oggi è la versione barocca costruita nel 1703 dal nobile leccese Prospero Lubelli, sui resti di una porta precedente che era crollata. Questa porta prende il nome dall'antica città messapica di Rudiae, che sorgeva a pochi chilometri da qui e che fu la patria del celebre poeta latino Quinto Ennio.

Sulla sommità della porta troneggia la statua di Sant'Oronzo, il patrono, che protegge la città dall'alto. Ma il vero segreto di questo monumento si trova sui lati: osservate i busti scolpiti sopra le colonne. Rappresentano i mitici fondatori di Lecce: Malennio, il primo re dei Salentini, suo figlio Dauno, la principessa Euippa e Idomeneo, l'eroe greco reduce dalla guerra di Troia.

Lubelli volle queste statue per ricordare a tutti che Lecce aveva origini leggendarie, nate secoli prima della fondazione di Roma. Superando la porta, entrerete in una delle vie più caratteristiche del centro storico, che vi guiderà tra botteghe di cartapesta e splendide facciate barocche.

Porta San Biagio

L'accesso meridionale al cuore antico di Lecce, dedicato al vescovo armeno San Biagio. Oggi questa elegante porta settecentesca è circondata da wine bar e ristorantini tipici vibranti.

Porta San Biagio

Benvenuti a Porta San Biagio, l'accesso meridionale alla città vecchia di Lecce. Questa porta fu ricostruita interamente nel 1745 per volere del governatore reale Tommaso Tommasi, sostituendo una struttura quattrocentesca ormai inadeguata. Osservate la sua linea architettonica: rispetto alle altre porte di Lecce, Porta San Biagio mostra uno stile più snello, quasi rococò.

La pietra leccese qui assume forme morbide ed eleganti, culminando in alto con lo stemma del re Ferdinando Quarto di Borbone. Sopra il timpano, svetta maestosa la statua di San Biagio, il santo vescovo armeno a cui la porta è dedicata, che stringe il bastone pastorale. Un tempo, questa porta era un punto di controllo fondamentale: qui i guardiani riscuotevano i dazi sulle merci che arrivavano dai ricchi paesi del Capo di Leuca e dalle campagne meridionali.

Oggi, Porta San Biagio ha cambiato completamente pelle. Se vi guardate intorno, noterete che questo luogo è diventato l'epicentro della vita notturna e giovanile: da qui iniziano le vie pedonali della movida, costellate di ristoranti, trattorie tipiche e wine bar frequentatissimi.

S. Maria della Grazia

Affacciata direttamente su Piazza Sant'Oronzo, la sua costruzione avvenne nel '500 dopo il ritrovamento di un affresco miracoloso della Vergine durante storici scavi di cantina.

S. Maria della Grazia

Fermatevi ad ammirare la Chiesa di Santa Maria della Grazia, un elegante gioiello barocco espresso, situato direttamente in Piazza Sant'Oronzo, proprio di fronte all'Anfiteatro Romano. La storia di questa chiesa è legata a un evento miracoloso avvenuto nel 1585, quando fu rinvenuto un antico affresco trecentesco della Madonna col Bambino durante lo scavo di una cantina nelle vicinanze. Per custodire degnamente questa sacra immagine, i leccesi decisero di erigere questo tempio.

Osservate la facciata, progettata dal celebre Michele Coluccio: si sviluppa su due ordini ed è caratterizzata da linee pulite e raffinate, con colonne corinzie e nicchie che ospitano splendide statue in pietra. Nonostante le dimensioni raccolte, l'interno a navata unica è uno scrigno di grande spiritualità.

Spingete lo sguardo verso l'altare maggiore, dove potrete ammirare proprio l'antico affresco miracoloso che diede origine alla chiesa, incastonato in una maestosa cornice scultorea. Questa chiesa rappresenta un punto di pace immutabile nel cuore del salotto cittadino, offrendo un affascinante contrasto con la vibrante vita della piazza circostante.

S. Maria della Porta

Nota anche come Chiesa di San Luigi, presenta una curiosa struttura a pianta ottagonale ottocentesca ed è situata nei pressi strategici di Porta Napoli.

S. Maria della Porta

Benvenuti di fronte alla Chiesa di Santa Maria della Porta, conosciuta dai leccesi anche come la Chiesa di San Luigi. Questo affascinante tempio sorge in una posizione strategica, a pochissimi passi da Porta Napoli, e rappresenta un esempio straordinario di architettura ottocentesca perfettamente integrata nel tessuto antico.

Fu ricostruita interamente a partire dal 1852 su progetto dell'architetto Giuseppe Lella, sostituendo una precedente cappella cinquecentesca che sorgeva vicino alle mura. Osservate la sua struttura esterna: la facciata si distingue per un elegante stile neoclassico, sobrio e rigoroso, con imponenti colonne e un grande timpano triangolare che domina la sommità.

Ma la vera sorpresa si svela varcando la soglia d'ingresso: l'interno presenta una curiosa e suggestiva pianta ottagonale, sormontata da una splendida cupola che inonda lo spazio di luce naturale. Questa forma geometrica insolita crea un'atmosfera acustica e visiva unica nel suo genere. La Chiesa di Santa Maria della Porta è uno scrigno intimo e affascinante, un luogo ideale per concedersi una pausa di silenzio e meditazione prima di addentrarsi tra i vicoli barocchi.

S. Maria della Provvidenza

Chiamata dai leccesi "Chiesa delle Alcantarine", è una gemma di raffinata semplicità celata nel groviglio più profondo e intimo dei vicoli residenziali del centro.

S. Maria della Provvidenza

Infilatevi nel groviglio di vicoli più intimi del centro storico fino a trovarvi di fronte alla Chiesa di Santa Maria della Provvidenza, popolarmente chiamata dai leccesi la Chiesa delle Alcantarine. Questo tempio, edificato nei primi anni del Settecento su progetto dell'architetto Giuseppe Cino, fu costruito insieme al convento adiacente per ospitare le monache dell'ordine di San Pietro d'Alcantara.

Osservate la facciata externa: si distingue per una raffinata e composta semplicità barocca, lontana dai toni monumentali e ridondanti di Santa Croce. Le decorazioni sono delicate ed eleganti, con una statua della Vergine che accoglie i visitatori sopra il portale principale.

Varcando la soglia, l'interno a navata unica vi colpirà per la sua atmosfera raccolta, pacata e intrisa di una profonda spiritualità. Lungo le pareti potrete ammirare altari laterali finemente scolpiti che custodiscono pregevoli tele settecentesche. Questa chiesa è una vera e propria perla nascosta, un luogo segreto dove il tempo sembra essersi fermato e dove è possibile comprendere l'aspetto più intimo, silenzioso e spirituale dell'architettura barocca salentina.

Santuario a Fulgenzio

Edificato nel primo Novecento, questo grandioso complesso francescano accoglie devoti da tutta la regione, custodendo al suo interno una pinacoteca d'eccellenza rinfrescante.

Santuario a Fulgenzio

Benvenuti al Santuario di Sant'Antonio a Fulgenzio, un luogo di straordinaria pace e devozione situato appena fuori dal nucleo medievale della città. Questo maestoso complesso religioso fu edificato nei primi anni del Novecento dai Frati Minori Francescani, diventando subito un punto di riferimento spirituale per tutta la comunità salentina.

Osservate l'architettura esterna: fonde elementi neogotici e dettagli monumentali in pietra leccese, creando un prospetto slanciato che invita al raccoglimento. Ma la vera perla si trova all'interno: la chiesa custodisce splendidi affreschi e decorazioni sacre di immenso pregio artigianale.

Accanto al santuario si sviluppa lo storico convento, che ospita la celebre Pinacoteca d'Arte Francescana, dove potrete ammirare tele antiche, manoscritti rari e sculture che testimoniano secoli di fede e operosità sul territorio. Il Santuario di Fulgenzio è una sosta ideale per scoprire un volto intimo e silenzioso della religiosità leccese, lontano dai flussi turistici più caotici, dove l'arte sacra sposa una quiete senza tempo.

Teatro Apollo

Riconsegnato alla città dopo un lungo restauro, è uno splendido esempio di architettura in stile Liberty di inizio '900. Rappresenta oggi una delle strutture teatrali di maggior pregio.

Teatro Apollo

Vi trovate di fronte al Teatro Apollo, uno dei simboli culturali più prestigiosi della città, situato lungo una delle principali vie di scorrimento pedonale di Lecce. Inaugurato nel 1912 su progetto dell'architetto Vincenzo Peluso, questo magnifico teatro è uno splendido esempio di architettura in stile Liberty e sorge sul sito di antiche strutture preesistenti.

Osservate l'elegante facciata esterna: è caratterizzata da un imponente porticato colonnato che accoglie solennemente gli spettatori e da decorazioni geometriche e floreali tipiche dell'epoca. Il teatro ha vissuto decenni di grande splendore ospitando le più importanti compagnie d'opera e di prosa, prima di subire un lungo periodo di chiusura.

Grazie a un meticoloso e straordinario restauro completato di recente, l'Apollo è stato riconsegnato alla città in tutto il suo splendore originario. Varcando la soglia, rimarrete incantati dalla bellezza della grande sala ovale, ridecorata con palchi eleganti e velluti rossi che offrono un'acustica perfetta. Oggi il Teatro Apollo è un polo culturale vivo ed eccellente, un palcoscenico magico dove la grande arte scenica continua a incantare generazioni di spettatori.

Teatro Politeama Greco

Fondato dalla nobile famiglia Greco a fine Ottocento, è la casa storica dell'Opera nel Salento, caratterizzata da un'acustica leggendaria e palchi storici in velluto rosso.

Teatro Politeama Greco

Siete al cospetto del Teatro Politeama Greco, il tempio storico dell'Opera e della grande lirica nel Salento. Fondato nel 1884 per volere della nobile famiglia leccese Greco, questo prestigioso teatro privato è stato progettato dall'ingegnere Oronzo Greco e rappresenta un capolavoro di architettura tardo-ottocentesca.

Osservate la facciata monumentale: mostra linee eleganti e rigorose che anticipano la solennità dello spazio interno. Varcando l'ingresso, vi troverete immersi nel fascino senza tempo della grande sala, disposta a ferro di cavallo secondo la tradizione del teatro all'italiana, arricchita da quattro ordini di palchi in velluto rosso e da uno splendido soffitto interamente affrescato dal pittore molfettese Salvatore Cozzoli.

Il Politeama Greco vanta un'acustica formidabile e leggendaria, e sul suo palcoscenico si sono esibiti i più grandi artisti della storia della lirica mondiale, tra cui il celebre tenore leccese Tito Schipa. Ancora oggi di proprietà della stessa famiglia fondatrice, il teatro mantiene intatto il suo fascino aristocratico, continuando a essere il fulcro della stagione lirica e sinfonica della città.

Teatro Romano

A differenza dell'Anfiteatro, questa incredibile cavea augustea era dedicata alle commedie nobili. Oggi appare incastonato in un silenzioso, intimo e protetto isolato barocco.

Teatro Romano

Infilatevi nei vicoli più silenziosi e nascosti che si snodano nei pressi della Chiesa di Santa Chiara, fino a trovarvi improvvisamente di fronte al Teatro Romano, il gemello nascosto dell'Anfiteatro. Mentre l'Anfiteatro era destinato ai violenti ludi gladiatorii, questa splendida ed elegante cavea, costruita nel primo secolo dopo Cristo in piena età augustea, era dedicata esclusivamente alle arti nobili della commedia e della tragedia. Poteva ospitare fino a cinquemila spettatori.

Osservate la sua struttura perfetta: i gradini destinati al pubblico sono stati scavati direttamente nella roccia di tufo locale e poggiano sul declivio naturale del terreno. Per secoli, questo gioiello dell'antichità romana è rimasto completamente invisibile, inglobato, coperto e protetto dai giardini e dalle fondamenta dei palazzi barocchi circostanti. Fu riscoperto per puro caso solo nel 1929 durante alcuni lavori di restauro privati.

Oggi, camminando lungo la ringhiera superiore, potrete ammirare un contrasto architettonico mozzafiato e inaspettato, dove l'antica pietra romana riposa protetta nel cuore intimo della Lecce barocca.

Giardini Pubblici (Villa Comunale)

Intitolati a Giuseppe Garibaldi, i giardini rappresentano il polmone verde del centro storico. È un'oasi ideale per una pausa rigenerante all'ombra di alberi secolari esotici ed un tempietto Liberty.

Giardini Pubblici (Villa Comunale)

Lasciate per un momento il labirinto di pietra dorata del centro storico ed entrate nella Villa Comunale, i giardini pubblici intitolati a Giuseppe Garibaldi. Questa oasi di verde, inaugurata nell'Ottocento, è il posto perfetto per concedersi una pausa rigenerante all'ombra di alberi secolari, grandi palme e piante esotiche.

Camminando lungo i viali incrocerete i busti in pietra dei cittadini più illustri che hanno fatto la storia della città e del Salento. Al centro dei giardini potrete ammirare un elegante tempietto della musica in stile Liberty, che un tempo ospitava le orchestre cittadine, e una grande fontana decorativa che rinfresca l'ambiente nelle giornate più calde.

Un piccolo aneddoto del passato: fino agli anni Ottanta del Novecento, all'interno della Villa Comunale c'era una sorta di piccolo zoo con gabbie che ospitavano volatili, scimmie e persino dei lupi, in onore dell'antico simbolo della città. Oggi per fortuna non ci sono più animali in gabbia, e la Villa è tornata a essere un parco cittadino tranquillo e poetico, dove i leccesi amano passeggiare, leggere e rilassarsi lontano dal traffico.

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Anfiteatro Romano - Danielamadonna75, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons
Arco di Prato - Bernard Gagnon, CC0, via Wikimedia Commons
Campanile - Yellow.Cat from Roma, Italy, CC BY 2.0, via Wikimedia Commons
Basilica del Rosario San Giovanni Battista - Velvet, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons
Basilica di Santa Croce - Benjamin Smith, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons
Castello Carlo V - Sergio Spolti, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons
Chiesa del Gesù - Berthold Werner, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons
Chiesa di San Matteo - Diegofrigino, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons
Chiesa di Sant'Angelo - Palickap, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons
Chiesa di Sant'Anna - Lupiae, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons
Chiesa di Sant'Irene - Enric, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons
Chiesa di Santa Chiara - Velvet, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons
Chiesa San Niccolò dei Greci - Falk2, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons
Chiesa di Santa Maria della Porta - Palickap, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons
Convento Degli Agostiniani - Enric, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons
Convitto Palmieri - Acediscovery, CC BY 4.0, via Wikimedia Commons
Conservatorio di Sant'Anna - Umberto F. M. Cefala', CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons
Ex Monastero dei Teatini - Fabrizio Garrisi, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons
Mura Urbiche - Gabriele nex, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons
Museo Archeologico Faggiano - Tommasopaiano, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons
Obelisco - Sailko, CC BY 3.0, via Wikimedia Commons
Palazzo Carafa - Enric, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons
Palazzo dei Celestini - Bernard Gagnon, CC0, via Wikimedia Commons
Piazzetta Sigismondo Castromediano - Bernard Gagnon, CC0, via Wikimedia Commons
Piazza del Duomo - Graziano Cannoletta, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons
Piazza Mazzini - Saggittarius A, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons
Piazza Sant'Oronzo - Patrick Nouhailler's…, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons
Piazzetta Santa Chiara - Sam Wise, CC BY-SA 2.0, via Wikimedia Commons
Porta Napoli - Falk2, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons
Porta Rudiae - Benjamin Smith, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons
Porta San Biagio - Falk2, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons
Chiesa di Santa Maria della Grazia - Giacomo Resta, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons
Chiesa di Santa Maria della Provvidenza - Patrick Nouhailler's…, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons
Chiesa di Sant'Antonio a Fulgenzio - Giacomo Resta, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons
Giardini Pubblici (Villa Comunale) - Litologico, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons
Teatro Apollo - Saggittarius A, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons
Teatro romano di Lecce - Alexfina87, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

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